Rosalba Codispoti

1990 – Rosalba Codispoti – Locri (RC)

A 11 anni è difficile fare i conti con un fallimento familiare. I genitori si separano e continuano a litigare a colpi di carte bollate. E nella vicenda si inseriscono anche i parenti, da una parte e dall’altra. Tensioni fisiologiche, normali per le persone adulte. Ma Rocco Pizzinga è ancora troppo piccolo e la situazione che è costretto a subire per cinque anni lo mette a dura prova. Vede la madre disperata, il negozio di elettrodomestici di famiglia finito in malora, la crisi che obbliga a ristrettezze e sacrifici. La madre torna a vivere con i genitori e lui la segue. Cova un odio profondo Rocco. Nella sua testa  sono i parenti del padre i responsabili dell’allontanamento dei suoi genitori e delle successive amarezze.

Quello che prova Rocco non lo dà a vedere. Nessuno immagina che da un momento all’altro vestirà i panni del vendicatore, per riparare all’onore infranto. Spesso il ragazzo, ormai 16enne, aiuta lo zio Domenico Pizzinga nel negozio di elettronica che gestisce a Locri. E proprio qualche giorno prima della strage è a cena in pizzeria con gli odiati zii e i cuginetti.

È l’11 dicembre, la zia Rosalba Codispoti, di 26 anni, riposa tranquillamente accanto alla figlioletta Vittoria, di appena tre anni. Rosalba ha cantato la ninnananna alla bambina per addormentarla e si è appisolata anche lei. Non vede e non sente nulla. Le due fucilate a distanza ravvicinata irrompono nei suoi sogni.

Ha confessato subito Rocco: i miei zii hanno messo contro i miei genitori e io li ho puniti.