Rita Atria

1992 – Rita Atria – Roma

Rita è la figlia di Vito Atria, piccolo boss di Partanna ucciso da Cosa Nostra nel novembre dell’85 quando lei ha solo 11 anni. Alla morte del padre il rapporto con il fratello Nicola e con la cognata Piera Aiello diventa molto intenso, fatto di complicità, confidenze e di amicizia tanto che Rita, a soli 17 anni, diventa la custode di segreti legati alla criminalità organizzata: Nicola le racconta delle persone coinvolte nell’omicidio del padre, del movente, di quali sono gli equilibri in paese. Siamo negli anni della guerra di mafia che decretano l’ascesa dei corleonesi.

A giugno Nicola viene ucciso. Piera, sua moglie, decide di collaborare con la giustizia e Rita ne segue l’esempio, sperando così di riuscire a incastrare gli assassini del padre e del fratello.

È Paolo Borsellino a raccogliere le sue rivelazioni, e al giudice lei si lega come a un padre. La mamma di Rita le aveva più volte consigliato di rimanerne fuori, di farsi gli affari suoi, di non parlare. Ma Rita è forte, ha Borsellino accanto, e parla, racconta fatti, fa nomi, indica persone.

Il 19 luglio Paolo Borsellino muore nella strage di via D’Amelio. Rita non regge il colpo, è sola e ripudiata dalla famiglia, e una settimana dopo, il 26 luglio, si getta dal settimo piano del palazzo dove vive sotto protezione a Roma.

“Fimmina lingua longa e amica degli sbirri”, disse qualcuno parlando di lei. Al suo funerale non va nessuno, nemmeno sua madre, che non perdona a Rita e a sua cognata Piera di aver “tradito” l’onore della famiglia. Si reca al cimitero solo tempo dopo e solo per oltraggiare la memoria della figlia rompendo la lapide e strappando la foto.