Orsola Fallara

2010 – Orsola Fallara  – Reggio Calabria (RC)

S’è portata con sé molti segreti Orsola Fallara, 44enne potentissima dirigente del comune di Reggio Calabria, temuto braccio destro dell’allora sindaco Giuseppe Scopelliti, uomo forte della destra calabrese (oggi Pdl), attuale presidente della Regione.

La Fallara entra nell’occhio del ciclone il 2 novembre del 2010. Alcuni esponenti del Pd, durante una conferenza stampa denunciano un gigantesco ammanco dentro le casse del Comune. Chiamano in causa l’ex sindaco Scopelliti e Orsola Fallara. Non solo: accusano la dirigente di essersi liquidata indebitamente 750mila euro per rappresentare l’ente come consulente esterno nella Commissione tributaria.

È l’inizio del caso Reggio legato ai misteriosi conti del Comune. Politica e media calcano la mano sulla gestione economica e il 22 novembre, dopo un’indagine interna, Orsola Fallara viene sospesa.

Lei è una combattente e decide di raccontare a tutti la sua versione dei fatti. Convoca i giornalisti. Risponde alle accuse. Attacca il sindaco facente funzioni Giuseppe Raffa, il Pd che l’ha messa sulla graticola e ringrazia soltanto l’ex sindaco Scopelliti al quale è legata da un rapporto molto forte. Poi annuncia la decisione di dimettersi. È il 15 dicembre del 2010.

Finita la conferenza, scopre che le hanno scassinato la macchina. Poi incomprensibilmente va verso il porto della città, estrae dalla sua borsa una boccetta di acido muriatico, se lo cala in gola. Se ne pente, disperatamente. Chiama lei stessa i carabinieri per chiedere aiuto. Viene ricoverata in ospedale. Muore, è venerdì 17 dicembre.

Scoppia una polemica furibonda. Passata la tempesta, interviene la magistratura. A marzo 2011 «Il Quotidiano della Calabria» svela che Giuseppe Scopelliti è indagato per abuso d’ufficio nell’ambito dell’inchiesta sugli incarichi affidati alla dirigente. Al centro dell’indagine, le somme che Orsola Fallara si sarebbe autoliquidata. Secondo la procura quegli incarichi non potevano essere affidati. «Sono molto sereno e fiducioso», commenta Scopelliti rigettando qualsiasi accusa. Una nuova tegola giudiziaria cade su Scopelliti il 19 ottobre quando scopre d’essere indagato anche per falso in atto pubblico, «a causa di irregolarità contabili presenti nei bilanci comunali approvati negli anni 2008-2010». Irregolarità che avrebbero provocato un buco da 170 milioni di euro. Anche in questo caso Scopelliti rigetta le accuse.

Orsola Fallara è morta, ma resta aperto il caso Reggio con tutti i suoi misteri