Mirella Silocchi

1989 – Mirella Silocchi  – Stradella di Colecchio (PR)

Sono le 8.30 del mattino del 28 luglio quando Mirella Silocchi viene prelevata nella sua casa di campagna di Stradella di Colecchio, in provincia di Parma, da alcune persone, una delle quali in divisa da finanziere.

Il marito Carlo Nicoli, imprenditore del ferro, riceve la prima lettera dei sequestratori dopo quasi un mese: la richiesta di riscatto è di cinque miliardi di lire. Nel novembre dello stesso anno i sequestratori lasciano un orecchio mozzato della donna in un’area di servizio nei pressi di Parma. Dopo poco tempo, arrivano a casa di Nicoli cinque foto in cui la moglie appare incatenata, con gli occhi chiusi, in pessime condizioni e con un fucile puntato alla tempia.

Qualche giorno dopo, viene raggiunto un accordo: i banditi accettano due miliardi di lire da consegnare a Torino. Ma in realtà la donna è già morta. L’incontro fallisce perché i rapitori si accorgono che Carlo Nicoli è seguito dagli inquirenti. Dopo una nuova richiesta della prova che Mirella Silocchi è ancora viva i contatti si interrompono per sempre.

I resti del cadavere di Mirella vengono trovati in un podere nel viterbese in un sacco di cellophane nascosto in un pozzo. Con il passare del tempo viene scoperta la banda. Sono dei sardi e un gruppo eversivo. Negli anni vengono tutti arrestati: l’ultima cattura in ordine di tempo è quella dell’italo-americana Rose Ann Scrocco, arrestata il 16 gennaio del 2005 ad Amsterdam.