Maria e Natalina Stillitano

1962 -Maria e Natalina Stillitano – Gioia Tauro (RC)

È una strage compiuta all’interno della faida tra gli Stillitano e i Maisano quella che porta alla morta Maria e Natalina Stillitano. A progettare la vendetta è Domenico Maisano: riteneva lo zio delle vittime il responsabile del ferimento di suo nipote, Martino Seva, ridotto sulla sedia a rotelle per le pistolettate ricevute. Il piano di morte scatta a Drosi, piccolo centro della Piana di Gioia Tauro, il 22 dicembre 1962. Maisano massacra a colpi di arma da fuoco Maria e Natalina Stillitano, rispettivamente di 22 e 21 anni.

Quella sera le due ragazze sono nella loro abitazione in compagnia d’una nipote quindicenne intente nel loro lavoro di sartoria. Domenico Maisano bussa all’uscio di casa e, appena Maria spalanca la porta, le scarica addosso una fucilata, uccidendola. Fa quindi irruzione nello stabile e chiede alla terrorizzata Natalina dove si trova suo padre Francesco. La donna, in preda allo shock non è in grado di rispondere. Maisano reagisce male e le scarica contro tutti i proiettili contenuti nel caricatore della pistola che teneva alla cintola. Alla ragazzina quindicenne riserva invece tre pallottole alle gambe. Compiuta la strage, fugge per le campagne. L’omicida viene poi ucciso in un omicidio di  ‘ndrangheta.