Cristina Mazzotti

1975  – Cristina Mazzotti – Eupilio (CO)

Cristina Mazzotti è nota alle cronache come la prima sequestrata che morì nella lunga e dolorosa stagione che vide l’Anonima sequestri agire al Nord.

La ragazza è figlia di Helios Mazzotti, un industriale del settore dei cereali. La sera del 30 giugno Cristina sta rientrando con una coppia di amici dalla festa di diploma, quando l’auto su cui viaggiano viene affiancata da alcuni banditi. L’obiettivo dei malviventi è Cristina. Inizia così il suo rapimento. I sequestratori si fanno vivi il giorno dopo chiedendo un riscatto record di 5 miliardi di lire. Poi il silenzio.

I genitori si rivolgono ai rapitori tramite i giornali, spiegando l’impossibilità di reperire una somma così alta. Il 15 luglio i rapitori si dichiarano pronti alla liberazione della ragazza dietro pagamento di un riscatto di un miliardo.

A fine luglio Helios Mazzotti consegna la somma di un miliardo e cinquanta milioni ai rapitori, ricevendo in cambio la loro assicurazione sull’immediato rilascio della figlia. Il primo settembre però arriva la tragica notizia: il corpo senza vita di Cristina viene stato ritrovato ritrovato in una discarica del Varesotto. Tra i responsabili del sequestro, Domenico Loiacono,  boss calabrese arrestato grazie alle rivelazioni del pentito Antonio Zagari, e Antonino Giacobbe, personaggio di spicco dell’anonima sequestri calabrese. Il capo del commando, arrestato soltanto nel 2008, è invece Giuliano Angelini, indagato anche per la strage di Piazza Fontana.