Clarissa Cava

2002 – Clarissa Cava – Lauro (AV)

Siamo a Lauro, un paese dell’Irpinia, in provincia di Avellino. Dal 1972 è in corso una faida che vede in guerra la famiglia dei  Cava contro quella dei Graziani  per il controllo del territorio. Nel  2002  il conflitto ha un risvolto inedito: le donne delle due famiglie, già da tempo ai vertici degli assetti organizzativi, divengono protagoniste assolute della  faida. La cronaca non esita a parlare di “strage delle donne”. Qualche giorno precedente allo scontro, le madri, le figlie, le mogli appartenenti ai  due clan rivali si incrociano in piazza e si affrontano  con  insulti, spintoni e schiaffi. Ad avere la peggio sono le donne della famiglia Graziano che vogliono rivendicare “l’ onore” ferito. La sera del 26 maggio Maria Scibelli, 53 anni, moglie del boss Salvatore Cava, è a bordo di una macchina  con Michelina Cava, sorella di Biagio Cava. Sedute dietro, Clarissa Cava, figlia di Michelina, appena 16 anni, sua sorella Felicia, diciannovenne, e una loro amica Italia Galeota Lenza, di 23 anni. Sull’altra auto, un’alfa146, si trova il capo clan Salvatore Graziano, sua cognata, Alba Scibelli e le figlie di quest’ultima, Stefania e Chiara rispettivamente di 20 e 21 anni. L’ auto delle Cava viene inseguita per un paio di chilometri da quella dei Graziano. Secondo le poche testimonianze raccolte a sparare i primi colpi è Salvatore Graziano. Ma le dinamiche del conflitto a fuoco non saranno mai chiarite del tutto. Il bilancio è pesantissimo: muoiono la minorenne Clarissa, Maria Scibelli e Michelina Cava mentre rimangono ferite  Felicia Cava, Galeota Lenza e Chiara e Stefania  Graziano.