Armida Miserere

2003 – Armida Miserere – Milano

È una delle prime donne direttrici di carcere, Armida Miserere. Si è fatta la fama da dura per via della sua intransigenza. Sostiene che il carcere deve sicuramente occuparsi del recupero del detenuto ma che deve “essere un carcere e non un grand hotel”.

Siamo gli inizi del 1990 e Armida ha un compagno, Umberto Mormile, educatore carcerario. Entrambi lavorano nel carcere di Milano-Opera.

L’11 aprile 1990 Umbero Mormile viene ucciso all’interno del carcere. Il mandante, come si scoprirà solo più tardi, è Domenico Papalia, calabrese di Platì e ritenuto il capo dei capi della ‘ndrangheta in Lombardia. Umberto è morto perché, a un certo punto, ha deciso di non aiutare più nessuno a ottenere benefici e permessi a pagamento.

Il 19 aprile del 2003 Armida non ce la fa più, deciso di farla finita, si uccisa con un colpo di pistola alla testa. Il lutto, mai superato, per la morte del suo amato compagno e soprattutto la rabbia di sapere i suoi assassini ancora liberi, nonostante avesse comunicato fin dall’inizio i suoi sospetti, l’hanno fatta capitolare. Quando si uccide ha 47 anni.